SPAZI DI MOVIMENTO, SPAZI DI RELAZIONE
La danza come pratica di dialogo interculturale e
partecipazione attiva
Il progetto nasce per rispondere alle condizioni di vulnerabilità sociale e povertà educativa che coinvolgono un numero crescente di minori inseriti in servizi educativi e percorsi strutturati nel territorio della provincia di Pistoia.
Attraverso la danza come pratica di interazione sociale, il progetto crea spazi educativi accessibili, sicuri e non giudicanti, in cui bambini e bambine possono sviluppare competenze relazionali, emotive e corporee.
Contesto e bisogni del territorio
Nel territorio di Pistoia, molti minori vivono situazioni di fragilità legate a difficoltà scolastiche, linguistiche e socio-familiari. Queste condizioni riducono l’accesso a esperienze culturali strutturate e incidono sulle possibilità di partecipazione attiva alla vita comunitaria.
Il progetto risponde a questi bisogni attraverso percorsi continuativi basati sul movimento e sulla danza, capaci di favorire espressione personale, relazione e benessere psicofisico.
Obiettivo generale
Obiettivi specifici
Promuovere il benessere psicofisico e l’interazione sociale di minori con vulnerabilità sociali e/o background migratorio, favorendo l’accesso alla cultura, la partecipazione attiva e il senso di appartenenza alla comunità.
- rafforzare autonomia e competenze relazionali
- promuovere dialogo interculturale tra pari
- sostenere l’accesso a esperienze culturali
- ridurre isolamento sociale e fragilità relazionali
Attività del progetto
Laboratori di danza e interazione (7–11 anni)
I laboratori rappresentano il cuore del progetto e sono rivolti a minori tra i 7 e gli 11 anni.
Sono spazi educativi strutturati in cui il corpo diventa strumento di comunicazione, relazione ed espressione. Attraverso la danza, i/le partecipanti sono accompagnati in un percorso che favorisce:
- consapevolezza corporea
- espressione emotiva
- autostima e fiducia in sé
- costruzione di relazioni positive tra pari
Le attività sono progettate per essere inclusive, accessibili e attente ai bisogni educativi e relazionali dei minori.
Formazione per volontari e volontarie
Il progetto integra un percorso di formazione rivolto a giovani volontari/e coinvolti nelle attività.
La formazione prevede:
- conoscenza del contesto sociale e territoriale
- partecipazione alla progettazione e conduzione dei laboratori
- sviluppo di competenze educative e relazionali
- acquisizione di strumenti per la gestione di attività basate sulla danza come pratica socio-educativa
Questo percorso rafforza il ruolo attivo delle giovani generazioni nei processi educativi e sociali del territorio, promuovendo responsabilità e autonomia progettuale.
Percorso formativo (20–21 giugno 2026)
Il progetto prevede un momento formativo intensivo nelle giornate del 20 e 21 giugno 2026, dedicato all’approfondimento metodologico e alla condivisione delle pratiche di danza come strumento di interazione sociale ed educativa.
Questo appuntamento rappresenta un passaggio chiave del percorso, in cui teoria e pratica si integrano per rafforzare le competenze dei/delle volontari/e e degli operatori coinvolti.
Eventi di sensibilizzazione e restituzione
Durante il progetto sono previsti momenti pubblici di restituzione delle attività.
Questi eventi hanno l’obiettivo di:
- condividere il percorso svolto nei laboratori
- coinvolgere famiglie e comunità locale
- favorire il dialogo tra minori, servizi educativi e territorio
- contrastare stereotipi e pregiudizi attraverso l’esperienza diretta
Impatto del progetto
Impatto individuale
- rafforzamento dell’autostima e della consapevolezza corporea
- sviluppo di competenze emotive e relazionali
- miglioramento del benessere psicofisico
Impatto sociale
- costruzione di relazioni positive tra pari con background differenti
- valorizzazione della diversità come risorsa
- riduzione dell’isolamento sociale
Impatto territoriale
- maggiore coesione tra scuola, servizi e comunità
- ampliamento dell’accesso a esperienze culturali
- rafforzamento dei legami sociali loca
Metodologia
Il progetto utilizza la danza come dispositivo educativo e relazionale, integrando pratiche corporee, ascolto e interazione.
L’approccio è esperienziale, non giudicante e centrato sulla partecipazione attiva dei minori, con attenzione alla dimensione interculturale e relazionale.
DIDA aps con 365 Giorni al Femminile, Fondazione un Raggio di Luce e API promuove la danza come pratica di interazione sociale e strumento di trasformazione educativa e comunitaria.
Iniziativa realizzata grazie al bando “Siete Presente. Giovani e associazionismo. Ed. 2026″, a valere sul progetto “Giovanisì – Spazi di crescita”, promosso dal Cesvot e finanziato da Regione Toscana – Giovanisì, in accordo con la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, con il sostegno della Fondazione Caript e il contributo di Unicoop Firenze.